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 il nostro mitico laboratorio le farfalle è stato contattato dal telefono azzurro per la distribuzione dei fiori nel giorno 12 e 13 aprile

VIOLENZA SUI BAMBINI, ROMPIAMO IL SILENZIO.    CON UN FIORE

prima di chiudere, la sera, avevamo già esaurito tutti i fiori….
grazie brava gente di Ceriana

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eccoci a scrivere ancora di questa meravigliosa serata, e non sarà l’ultima….

qui le foto, per il video eccovi il link  http://www.koneblog.it/?p=4572

 

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Cinzia, Roberta e Roberta interpretano in danza la canzone “piccolo angelo” scritta e musicata da MAX “berben”

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secondo voi Fatim non deveprovare a danzare come Cinzia ?????C19A7583C19A7591

Amedeo, la voce

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Roger, il basso

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Massimo, chitarre varie

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Ciro, alle percussioni

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Max berben, chitarra solista  

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un’altra solista…..
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consegna delle pergamene di ringraziamento

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ed ecco lo show, Fatim alla tromba (del nonno Giò)
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gli AMARO’

alle prossime puntate……….

 

 

in occasione dell’inaugurazione del negozio SPES, a Ventimiglia, siamo stati gentilmente invitati con il nostro banchetto a partecipare.

Bella giornata e buon afflusso di gente, e ancora una volta abbiamo affidato qualcuna delle nostre pigotte….

a domenica prossima, 16 maggio, a Ceriana in occasione del mercatino di primavera

venite a trovarci!!!!

kone

taggia santa Lucia 2012

ancora una volta grande successo di adozioni per le nostre pigotte…

poche parole, solo immagini

 

 

 

SIERRA LEONE

Al Centro chirurgico di Goderich continua il programma di dilatazioni dell’esofago

Vittime della soda

Dal dicembre 2005 oltre 350 bambini sono stati curati per le cicatrizzazioni

dell’esofago causate dall’ingestione accidentale di soda caustica. Solo nel 2012

abbiamo ricevuto 45 nuovi pazitenti.

La soda è stata introdotta in Sierra Leone qualche anno
fa, dopo la fine della guerra civile che ha travolto il
Paese. Serviva per fabbricare sapone e detergenti per
l’ igienizzazione del bucato.

Nei programmi di controllo delle epidemie e

di promozione dell’igiene domestica, la soda sembrava perfetta:

costo bassissimo, alta disponibilità, facilità di utilizzo.

Acqua e soda bollite insieme sono conservate in recipienti pron-
ti all’uso in tutte le case, nei luoghi di lavoro o, come più spesso
capita, nelle baracche di lamiera e legno dove la vive la maggior
parte della popolazione. Un sapone efficacissimo e a buon mer-
cato.
La soda liquida, però, è incolore, inodore e insapore, esatta-
mente come l’acqua. E scambiandola per acqua, molti bambini la
bevono direttamente dalla bottiglia riportando gravissime ustioni
all’esofago.
Raramente vediamo pazienti adulti: al primo sorso, il liquido

viene sputato e il danno rimane limitato alla bocca e al cavo orale

incolore e inodore sembra acqua, ma è soda

Dal 2005, anno di inizio del programma di dilatazione dell’e-
sofago, sono 352 i bambini arrivati al Centro chirurgico di Emer-
gency a Goderich con lesioni profonde causate dall’ingestione di
soda.
Le ustioni chimiche a carico delle mucose quasi sempre coin-
volgono tutta la prima parte del tratto gastrointestinale, dalle lab-
bra allo stomaco passando per l’esofago.
Li riconosci subito all’arrivo: hanno la stessa espressione smar-
rita, la bocc a aperta, le labbra gonfie e cancellate dall’acido e la
lingua fuori. La madre che li accompagna ha sempre uno straccio
in mano.
Li ricoveriamo per feedirug observatioru (monitoraggio dell’ali-
mentazione) nella speranza che la lesione non sia così grave e che
la restrizione esofagea consenta comunque il passaggio del cibo e
dei liquidi.
Li teniamo d’occhio tutti i giorni, all’ora del pasto: “Come va
la bambina del letto 3”, “Bene, riesce a tollerare tè e riso bianco”
“E quella dell a A-Warà”, “Niente, sputa tutto. Abbiamo provato
con qualche sorso d’acqua, ma vomita subito”.
Il più delle volte non riescono a ingoiare niente: niente cibo,
niente acqua. L’esofago si stringe al punto da diventare inservi-
bile.
I bambini stanno seduti sul letto, con la bocca sempre aperta
e la saliva che cola giù dagli angoli. Ecco il motivo dello straccio

delle mamme..

In attesa della dilatazione una gastrostomia per alimentarsi

Dopo uno, due giorni di osservazione, se non riescono a ingeri
re nulla, li portiamo in sala operatoria per fare una gastrostomia
Inseriamo nell’addome un catetere <Foley due-lume> di grosso cali

bro, dal quale riceveranno la loro dose di cibo semiliquido ogni 3
ore, chissà per quanto tempo.
Quando passa il carrello del cibo, chi è più, fortunato arriva con
il piatto in mano correndo, ma i “bambini della soda” arrivano
con in mano l’imboccatura del catetere.
Succede così per almeno tre settimane, durante le quali non
abbandoniamo i tentativi di far passare qualcosa per bocca.

Una strada tracciata per gli interventi successivi

Dopo tre settimane, quando il processo di restrizione dell’es
fago si arresta, li riportiamo in sala operatoria.
Con dilatatori di varie misure, forziamo l’apertura dell’esofa
per via endoscopica facendoci strada attraverso le cicatrici delle
mucose in modo da guadagnare un minimo di diametro interno.

Molti pazienti escono dalla sala operatoria con un filo di nylon

trasparente che entra nel naso e arriva fino allo stomaco per uscire
proprio dal buco della gastrostomia, dove è tenuto in sede da
cerotto.
Dopo un paio di giorni, i bambini riescono a ingerire le prime
cucchiaiate di riso. Continuiamo comunque ad alimentarli tr
mite catetere perché riescano a ricevere un’alimentazione com
pleta.
Chiedo ad Antòn, il chirurgo spagnolo: “Dove li mandi con
quel filo da pesca? A che cosa serve?”.
“È per quando tornano, tra un mese, mi risponde: nel giro
un mese, infatti, I’esofago si restringerà e il filo servirà da gui
da per un nuovo intervento quando i bambini torneranno per
controllo, dimagriti di un paio di chili.
“Alcuni pazienti sono usciti dal programma di dilatazione”
continua Antòn – sono quelli che da più di un anno non hanno
bisogno del nostro intervento, anche se continuiamo a tenerli
sotto controllo ogni 4-5 mesi.
Altri bambini non si presentano più: magari stanno bene o ma
gari abitano lontano e non hanno soldi pèr il trasporto. A volte
i genitori lasciano che gli eventi facciano il loro corso. Siamo
molto lontani dalla vittoria.

dicembre 2012

ROBERTO MACCARONI

 

progetti conclusi

Ogni nostro intervento a favore dei bambini è reso possibile grazie ai nostri sostenitori. Questi sono alcuni dei progetti che i donatori italiani dell’UNICEF hanno sostenuto nel corso degli ultimi anni. Pensiamo sia importante metterli a tua disposizione affinché tu possa conoscere l’impatto della nostra azione sulle condizioni di vita dei bambini.

19 gennaio 2012  Dal 2009 al 2010 i sostenitori italiani dell’UNICEF hanno donato oltre un milione e mezzo di euro a questo progetto, condotto nel più giovane Stato della comunità internazionale (il Sud Sudan è diventato indipendente nel luglio 2011 dopo 40 anni di lotta per l’indipendenza). Con questi fondi sono state finanziate attività di smobilitazione e reintegro, assistenza psicologica e formazione professionale a migliaia di ex bambini-soldato, minori orfani o sfollati. >> Continua

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4 gennaio 2012  Il Sud Sudan, divenuto indipendente nel luglio 2011, è l’ultimo nato della comunità internazionale. In questo paese, il tasso di incidenza dell’HIV-AIDS è del 3%, e migliaia di bambini ogni anno vengono contagiati alla nascita da madri sieropositive. L’UNICEF ha condotto un progetto finalizzato a ridurre la cosiddetta ”trasmissione verticale” dell’HIV, finanziato con circa 300mila euro dai donatori italiani. In questo report presentiamo le attività realizzate nel periodo 2010-2011 con i fondi ricevuti. >> Continua

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2 gennaio 2010  L’UNICEF Italia sostiene da anni la lotta alla tratta di minori e tramite il progetto Contro il traffico di bambini nel 2007-2009 ha trasferito all’UNICEF Benin 1.658.347 euro. Grazie ai donatori italiani, tra ottobre 2008-2009 12.946 bambini hanno beneficiato d’interventi di prevenzione e assistenza e 46.486 tra membri di spicco delle comunità locali, leader religiosi, genitori e adolescenti sono stati coinvolti in attività di sostegno, formazione e sensibilizzazione. >> Continua

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18 novembre 2009  Grazie alla generosità dei donatori italiani, l’UNICEF Italia ha potuto trasferire un totale di 777.000 euro al progetto, con l’obiettivo di estendere l’accesso scolastico e l’assistenza medica a 4.200 bambini e dare protezione sociale a 7.200 bambini di 79 comunità situate lungo i fiumi Capayas, Santiago e Onzole. Tra la metà del 2009 e del 2010, 71 scuole, 152 maestri e 4.721 scolari hanno beneficiato degli interventi diretti a creare una rete di scuole comunitarie a misura di bambino. Nel settore sanitario, il progetto ha avviato un processo di transizione diretto a istituzionalizzare i servizi d’assistenza medica. >>Continua

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18 novembre 2009  Grazie al generoso contributo dei donatori italiani – 300.000 euro trasferiti dall’UNICEF Italia nel 2010, che si sommano ai 393.291 euro del 2008-2009 – l’UNICEF Bolivia ha potuto operare sia sotto il profilo del potenziamento delle istituzioni nazionali e locali, sia dell’assistenza diretta e della protezione dei bambini. >>Continua

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23 febbraio 2009  Tramite i fondi trasferiti dall’UNICEF Italia nel 2008-2009 – oltre 576.000 euro raccolti grazie alla generosità dei donatori italiani e alla collaborazione con la Polizia di Stato italiana – l’UNICEF Indonesia ha potuto avviare il progetto ‘Contro la violenza’, realizzando una prima analisi approfondita dei fenomeni di violenza e sfruttamento; elaborando e attuando strategie di sensibilizzazione comunitaria e istituzionale; potenziando i servizi integrati d’assistenza alle vittime; avviando la formazione specifica degli operatori in prima linea nella lotta al fenomeno. >> Continua

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la foto si spiega da sola, e torniamo su questo argomento per farvi leggere un articolo con video del 2010…è ufficiale unicef guinea e quindi anche se datato è sempre interessante, anche se in francese

En Guinée, une campagne de vaccination a pour but de juguler la polio, une maladie que l’on croyait avoir éradiquée

Image de l'UNICEF
© UNICEF video
Un garçon en train d’attendre de se faire vacciner en Guinée où la polio, une nouvelle fois, menace les jeunes vies. Une campagne de vaccination en cours dans la région a pour but de vacciner 85 millions d’enfants contre la polio d’ici la fin 2010.

Par Gaelle Bausson

CONAKRY, Guinée, 26 mars 2010 – Yeninka, 5 ans, est née dans un quartier pauvre de pêcheurs des banlieues de Conakry, la capitale guinéenne. Elle était en bonne santé jusqu’à il y deux mois. Son père, Soumah, un pêcheur qui est veuf, se souvient de ce qui s’est alors produit.

 VIDÉO : regarder maintenant

« Elle d’est réveillée à six heures du matin, son corps était très chaud et quand j’ai voulu lui donner un bain, elle ne pouvait pas se tenir, elle n’arrêtait pas de tomber, » dit-il.

Aujourd’hui, Yeninka est presque complètement paralysée; elle ne peut pas bouger ses jambes et ses bras et peut à peine parler. Elle a la polio, cette maladie virale extrêmement contagieuse que l’on croyait avoir éradiquée de Guinée.

 

La vaccination de routine négligée

Selon le Responsable de la santé d’UNICEF Guinée Ibrahima Diallo, Yeninka a payé très cher le manque d’accès aux vaccins et d’information médicale dans le pays.

Image de l'UNICEF
© UNICEF video
Un enfant reçoit en Guinée un vaccin anti-polio oral durant une nouvelle campagne menée par l’UNICEF et ses partenaires pour vacciner tous les enfants de moins de cinq ans.

« La mère est décédée et le père est souvent absent pour aller à la pêche et ses vaccinations de routine ont dû être négligées, » dit-il. « Elle vit également dans un quartier très pauvre qui est difficile d’accès. »

Le cas de Yeninka n’est pas isolé. Depuis la fin 2008, une épidémie de poliomyélite est en train de se développer en Afrique de l’Ouest et centrale, du Nigéria aux pays voisins. En 2009, on a recensé 42 cas de polio en Guinée, un pays qui, de 2004 à 2008, était sans polio.

La flambée qui y a lieu pose le problème de l’accès à la vaccination. La tourmente politique à laquelle a été plongé le pays durant ces dernières années a affecté de façon significative la santé des enfants.

« Le système de santé ne dispose pas de financements adaptés, » constate le Dr Camille Soumah, coordinateur du programme de vaccination en Guinée. « Par conséquent, le gouvernement n’a pas pu organiser à l’avance les campagnes de vaccination qui auraient protégé chaque enfant, même dans les secteurs isolés. »

Une campagne de sensibilisation aux vaccinations à la radio

Les nouveaux cas de polio ont incité le Ministère guinéen de la santé, avec le soutien de l’UNICEF, de l’Organisation mondiale de la Santé, du Rotary International et de différents partenaires, à engager une campagne nationale de vaccination dans laquelle des agents sanitaires font du porte à porte pour atteindre les enfants de moins de cinq ans.

Image de l'UNICEF
© UNICEF video
Yeninka, 5 ans, tenue par son père, est aujourd’hui partiellement paralysée par la polio parce qu’elle n’était pas vaccinée contre la maladie qui a réapparu en Guinée.

La campagne s’inscrit dans le cadre d’un programme plus vaste mené dans la région. Une série de campagnes de trois jours, organisées simultanément dans 19 pays, a pour but de vacciner 85 millions d’enfants et de juguler l’épidémie de polio d’ici la fin 2010.

UNICEF Guinée appuie la sensibilisation du public par l’intermédiaire des stations de radio pour diffuser des informations sur la campagne de vaccination dans les zones rurales. À Dabola, à l’est de la Guinée par exemple, une radio locale diffuse chaque jour un programme de santé demandant aux familles de rester chez elles et d’attendre que les agents sanitaires vaccinent leurs enfants.

« Des campagnes de bonne qualité »

Les programmes atteignent les villages dans un rayon de 100 kilomètres et les informations semblent avoir été reçues.

« Ceci est le meilleur moyen de convaincre les familles réticentes, » observe Sekou Camara, le responsable du district de santé. « Avec la radio, nous pouvons faire passer l’information qui convient et sensibiliser très facilement la population. »

Lorsque tous les enfants de moins de cinq ans d’un foyer sont vaccinés, l’équipe de vaccinateurs utilise de la craie pour marquer la maison avec un grand « V », indiquant qu’ils ont pu accéder à chaque enfant.

« Avec des campagnes de bonne qualité qui ne laissent aucun enfant non vacciné, [nous] pouvons réussir à libérer à nouveau la Guinée de la polio, » déclare le Représentant de l’UNICEF en Guinée, Julien Harneis.

riporto il post inserito in koneblog, vale la pena vederlo

non solo per me, credo per molti altri…

ho trovato questo video senza immagini, ma con una grande carica emotiva,

forse perchè oggi è un giorno particolare!!!

the sound of silence lyrics

ed ecco la traduzione

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perchè una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste
nel suono del silenzio
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell’alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l’umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte
e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava
disturbare il suono del silenzio

“Stupidi” io dissi, “voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi”
Ma le mie parole caddero come goccie di pioggia,
e riecheggiarono
nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l’insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l’insegna disse “le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari.”
E sussurrò nel suono del silenzio

poche persone ascoltano i rumori della natura…

siamo circondati da rumori, rumoracci o solo no troviamo il tempo per ascoltare

gatto panceri, cantautore non troppo noto, ci ha pensato

 

Miniatura

oggi non so perchè, mi sono chiesto che cosa possa rappresentare la farfalla nel mondo….

ecco le risposte:

simbolo della speranza di ascendere dalla condizione terrestre alla luce delle eterne altitudini;
simbolo della morte;
nelle rappresentazioni di figure oniriche e fantastiche queste hanno ali di farfalla;
il dio del sogno Hypnos ha ali di farfalla;
in Giappone rappresenta la donna giovane e due farfalle che danzano rappresentano la felicità coniugale;
in Cina rappresenta il giovane innamorato della femmina (rappresentata dal fiore, così come la farfalla va in cerca del fiore);
in Cina ancora la amata morta sale dalla tomba al cielo in forma di farfalla;
in Messico è uno dei simboli del dio della vegetazione Xochipili;
in Messico ancora è simbolo del fuoco sfavillante collegato col sole;
ancora in Messico si disegna nella schiena delle persone morte una farfalla rossa, come simbolo di viatico;
in lingua Atzeca è indicata come “papalotl”, assai simile al Latino “papilio”, da cui “papillon”;
ancora in lingua Atzeca è rappresentazione della dea Itzpapalot , lo spirito notturno delle stelle splendenti;
ancora fra gli Atzechi è rappresentazione delle anime delle donne morte di parto;
gli Ioruba dell’Africa Occidentale rappresentano nella parte superiore della clava da cerimonia una testa sormontata dalla farfalla;
quando la bandiera di Giovanna d’Arco, decorata con fiori di iris, garriva al vento, si vedevano volteggiare miriadi di farfalle bianche attorno ad essa (fu questa una delle tante ragioni per cui fu definita strega e mandata al rogo)

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